Storicamente Parlando: il trionfo del borghese

29 11 2009

Nell’ Ottocento la borghesia giunse al vertice della scala sociale e cercò di dimostrarlo anche attraverso l’arredamento della propria abitazione ed il proprio abbigliamento. La casa doveva essere solida e ricca di elementi decorativi,  mentre l’abbigliamento doveva essere severo, ma allo stesso tempo elegante e vario.

Poco mutò nella vita dei contadini, che continuarono a condurre una misera e dura esistenza, come nei secoli precedenti. Infatti le macchine agricole sino verso la fine dell’Ottocento ebbero una diffusione limitata e quasi ovunque perduravano sistemi di coltivazione tradizionali.

Furono invece maggiori le novità nelle città, che crebbero vistosamente. Tuttavia non sempre erano novità positive: le case, più alte che in passato, lasciavano molti alloggi al buio e nell’umidità; lo smog causato dagli scarichi delle ciminiere opprimeva come una cappa i centri urbani. Lo sviluppo industriale portò anche indubbi vantaggi: permise a molta parte della gente comune di usufruire di prodotti inimagginabili un secolo prims, poiché i loro prezzi diminuirono.

La crescente diffusione di beni di consumo in vasti strati della popolazione determinò la nascita non solo dei grandi magazzini, ma anche della pubblicità.

Pure la cultura ebbe maggiore diffusione: l’analfabetismo scese ovunque in modo consistente, grazie soprattutto all’istituzione in molti paesi di una scuola statale obbligatoria e gratuita. In particolare nei paesi industrializzati e di religione protestante a fine secolo l’analfabetismo era quasi scomparso. Furono notevoli anche i progressi dell’analfabetizzazione nelle campagne.

Inoltre la cultura si estese grazie al perfezionamento dei mezzi per stampare e all’avanzamento di nuovi strumenti tecnici per la comunicazione, come la fotografia e – a fine secolo – il cinema. Le conseguenze furono importantissime: da un lato la stampa divenne un formidabile strumento per influenzare l’opinione pubblica, dall’altra la comunicazione visiva si avviò ad avere un ruolo pari o addirittura superiore a quella scritta.

By Ale

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Storicamente Parlando: le città hanno successo

15 11 2009

Lo sviluppo dell’industria favorì lo spostamento dalle campagne alle città. Tale fenomeno avvenne perchè in città si trovavano molte più possibilità di lavoro rispetto alle campagne: infatti in città si poteva andare a lavorare nell’industria, si poteva intraprendere la carriera commerciale, si poteva lavorare nei servizi domestici presso le famiglie più agiate, o negli uffici.

Il fenomeno dell’emigrazione dalle campagne verso le città avvenne in città industrialmente sviluppate, quali Liverpool, Manchester e Birmingham, ma anche in città non segnate da grandi cambiamenti in campo indistriale, come Vienna, Budapest e San Pietroburgo.

Un così elevato sviluppo urbano rese inevitabile la suddivisione in città ricche e quartieri poveri; i più ricchi vivevano in ville lussuosissime o comunque in case enormi, in centro città.

Gli operai, invece, vivevano nel vecchio centro storico, con le case addossate le une alle altre. In questi quartieri le condizioni igienico-sanitaire erano veramente carenti, tanto da favorire il diffondersi di malattie quali tifo e tubercolosi.





Storicamente Parlando: le prime ferrovie

15 11 2009

I fattori che determianrono un così rapido sviluppo dell’industria erano due:

– uno sviluppo a catena, cioè allo svilupparsi di un settore si sviluppava un altro, in collegamento con il primo;

– lo sviluppo delle linee ferroviarie, che favorì uno sviluppo ancora più intenso dell’industria siderurgica e metallurgica.

L’ampliamento delle linee ferroviarie favorì l’espansione del commercio internazionale, che allora avveniva solo via mare.

L’incremento degli scambi commerciali fu determinato da un costante sviluppo della navigazione a vapore, che dopo il 1870 superò la più rudimentale e tradizionale navigazione a vela.

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Storicamente Parlando: Le prime potenze economiche

15 11 2009

Nel 1700 la rivoluzione industriale riguardò quasi esclusivamente l’Inghilterra, che deteneva il primo posto in tutti i settori industriali, dal tessile al metallurgico.

In seguito, si potenziarono economicamente anche la Francia ed i Paesi Bassi.

Verso la fine del XVIII secolo anche buona parte d’Europa e gli Stati Uniti si potenziarono, diventando pericolosi rivali per il Regno Unito.

Gli anni 1850-1873 furono segnati da profondi cambiamenti in campo industriale, che, però, non furono uguali in tutti i campi: il settore industriale meno avanzato era quello più artigianale, il tessile, mentre quello più sviluppato era tutto ciò che comprendeva l’industria pesante.

L’Inghilterra continuava ad essere la leader europea in campo industriale, ma la distanza dagli altri paesi diminuì.

Intanto si affermava una nuova potenza industriale: gli Stati Uniti, che raggiunsero in poco tempo il grado di sviluppo industriale inglese.

In Italia, lo sviluppo riguardavo solamente il nord ed alcune aree della Toscana. In settentrione andava sviluppandosi il settore tessile e, in forma minore, quello siderurgico.

In Toscana, invece, si svilupparono enormemente tutte le attività riguardanti l’estrazione di ferro e rame, di cui la regione ne era ricchissima.

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Storicamente Parlando: Dal Piemonte all’Italia (2/7)

14 10 2009

Dopo il tentativo fallito degli anni 1848/49, l’iniziativa di unificare la Germania cadde nelle mani della Prussia, il più ricco e potente stato europeo.

Qui la classe dirigenete era formata da ricchi proprietari terrieri e, anche se in quantità minore, da imprenditori borghesi, favorevoli all’unificazione della Germania.

La classe dirigente prussiana trovò in Otto Von Bismarck una guida a dir poco perfetta, per guidare la Germania all’unificazione.

Bismarck nel 1864, con lo scopo di ampliare i confini prussiano verso nord, guidò una gerra al fianco dell’Austria contro la Danimarca.

Nel 1866, invece, prese spunto da un contrasto nell’applicazione del trattato di pace per muovere guerra allo stesso Impero asburgico.

Alla Prussia si alleò l’Italia, che voleva completare la sua unità, con l’area Veneta.

Lo Stivale guadagnò il Veneto ed il Friuli; alla Prussia, invece, andò il dominio diretto o indiretto di tutta la Germania centro-meridionale.





Storicamente Parlando: Dal Piemonte all’Italia: (1/7)

12 10 2009

Dopo i moti rivoluzionari del 1848 in Europa vi fu un periodo di calma sociale, ma ripresero i conflitti internazionali.

Questi avevano come protagonisti degli stati vecchi di formazione, come la Francia e l’Inghilterra, e, al contrario, degli stati freschi freschi di formazione, come l’Italia e la Germania.

Ora vedremo le situazioni dell’Inghilterra, della Francia e della Russia.

In Gran Bretagna, durante il lungo trono di *regina vittoria, furono attuate importantissime riforme, sia sociali sia politiche:

– l’istruzione elementare venne allargata a tutta la popolazione;

– fu riconosciuto a tutti i lavoratori il diritto a scioperare;

– il diritto di voto fu ampliato, dal 3 al 16% della popolazione maschile.

*regina vittoria: salì al trono 18enne nel 1837 e vi rimanase ormai 64enne, nel 1901.

In Francia Luigi Napoleone Bonapart, nel 1851 con un colpo di stato prese poteri quasi totalmente assoluti e l’anno successivo si fece incoronare imperatore con il nome di Napoleone III. In un primo tempo si guadagnò il consenso della popolazione francese, perchè assicurò la pace e sembrava riportare la Francia alla sicurezza che vi era con l’ Era Napoleonica. Però le numerose guerre indebolirono la Francia e Napoleone III finì prigioniero dei prussiani.

Qui fu proclamata la Terza Repubblica, che concluse la pace con la Prussia. Il trattato di pace imponeva condizioni pesantissime: la Francia doveva pagare ai vincitori una somma di denaro enorme e, come se non bastasse, perse l’Alsazia e la Lorena.

Tra le varie guerre guidate da Napoleone III ve ne fu una importantissima: la  Guerra di Crimea. Francia, Inghilterra e Regno di Sardegna intervennero con le armi per difendere l’Impero Ottomano, attaccao dalla Russia. Tutte le maggiori potenze europee si impegnarono della sempre maggiore debolezza della Russia, per strapparle i territori. Come si concluse la guerra? Con la sconfitta della Russia.

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Storicamente Parlando: Lo Statuto Albertino (2/2)

11 10 2009

I vari limiti imposti dai Savoia in Piemonte li abbiamo visti già nell’articolo precedente, con gli articoli (perdonate il gioco di parole) 24, 26, 27, 28,29 e 32.

Non abbiamo però visto i limiti religiosi, che erano quelli che ponevano maggiori difficoltà: fin dal primo articolo si dice espressamente che il cattolicismo è la sola religione dello Stato, mentre gli altri culti sono semplicemente tollerati alle leggi, che, dunque, potevano limitarne la libertà.

Va sottolineato però che nel Regno di Sardegna due decreti (17-02-1848 e 29-03-1848) soppressero le limitazioni dei diritti civili politici che erano imposte agli Ebrei ed ai Valdesi.

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